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neapolis
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ma che gli devono fare anni di storia non v'hanno ancora insegnato nulla?

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So you can hurt, hurt me bad
But still I’ll raise the flag

Coldplay
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(TheMat)
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20mila euro di ammenda alla Roma. È questa la decisione del giudice sportivo Gianpaolo Tosel in merito agli incidenti avvenuti durante la Supercoppa contro l'Inter a San Siro.

"Ammenda di € 20.000,00 : alla Soc. ROMA per avere suoi sostenitori: 1) al 20° del primo ed al 19° del secondo tempo, lanciato numerose bottiglie in plastica nel settore occupato dalla tifoseria avversaria; 2)al 26° del secondo tempo, lanciato sul terreno di giuoco alcune bottiglie e alcuni bengala e fumogeni, determinando, per il venir meno delle condizioni di visibilità, l'interruzione della gara per circa quattro minuti; 3) al 19° del secondo tempo, lanciato nel settore avversario un petardo ad alto potenziale; entità della sanzione attenuata ex art. 14 comma 5 in relazione all'art. 13 comma 1 lettera b) CGS per avere la Società concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi e di vigilanza"

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E A KI AT RUTT O CAZZ ??? Mi limo i denti!!!

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FUORI GLI INTOCCABILI DI MAZZARRI, ALTRIMENTI SARA' DURA !
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juan1926
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alcuni poliziotti sono rimasti feriti. A FUOCO ANCHE alcune AUTO
Tifosi dell'Atalanta lanciano fumogeni e petardi contro Maroni al «Berghem Fest»
La protesta contro la tessera del tifoso. Il ministro dell'Interno: «Con loro non parlo, si scordino lo stadio»


MILANO - Fumogeni e petardi hanno interrotto a lungo il dibattito tra i ministri Maroni, Tremonti e Calderoli al «Berghem Fest» ad Alzano Lombardo. Sono stati i tifosi dell'Atalanta che hanno fatto irruzione per protestare contro la tessera del tifoso. Mentre Maroni stava parlando dal palco, il discorso è stato interrotto dal dissenso dei tifosi. Sollecitato dall'intervistatore a commentare l'accaduto, Maroni ha detto: «Questi non sono tifosi, io con i violenti non parlo. Parlo con i tifosi veri».

L'ASSALTO AL PALCO - Tutto è cominciato verso le 22, quando circa 500 tifosi si sono presentati nei pressi dei cancelli per manifestare contro la tessera del tifoso introdotta dal ministro dell'Interno. Una mezz'ora più tardi, una settantina di questi sono riusciti ad aggirare il servizio d'ordine e sono arrivati fino al retro del palco, da dove hanno lanciato i petardi e i fumogeni. Attimi di tensione si sono registrati anche lungo le strade adiacenti alla festa: nei tafferugli almeno un paio di agenti sono rimasti feriti, per fortuna in maniera non grave, mentre gli ultras hanno dato alle fiamme un'auto dei carabinieri, a una della polizia locale e altre tre automobili. Alcuni dei responsabili sono stati subito identificati dalle forze dell'ordine, fermati e portati in questura. «Mi sforzo di capire le loro ragioni ma francamente non le capisco» ha detto poi Maroni al pubblico della festa della Lega che lo ha applaudito copiosamente.


PUNIZIONI SEVERE - «Saranno presi provvedimenti severi nei confronti di chi ha commesso atti di violenza - ha poi fatto sapere il ministro - . Su questo non c'è dubbio. Salvaguardando allo stesso tempo i tifosi veri, che domenica potranno seguire l'Atalanta». Di certo è che «chi ha determinato quanto accaduto può scordarsi di entrare negli stadi per molto tempo». Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, non ha dubbi sul fatto che i responsabili dovranno essere puniti. «Quello che è avvenuto è molto grave - ha aggiunto Maroni -. La violenza non è mai giustificabile, mai accettabile». I responsabili del blitz alla festa della Lega «saranno identificati e saranno colpiti e puniti duramente - assicura il ministro - come merita chi commette atti di violenza come questi». «Quello che è avvenuto - ha spiegato - conferma la mia convinzione che ci sono i tifosi e ci sono i violenti. E nei confronti dei violenti non c'è possibilità di mediazione. I violenti devono essere fermati, lo facciamo e continueremo a farlo. La tessera del tifoso è uno strumento utile proprio in questa direzione».



Sul ponte sventola bandiera bianca. Penso che si prepara un bel weekend di disordini Sul ponte sventola bandiera bianca.

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juan1926
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Ultras alla festa della Lega: “Maroni
era pronto a concedere la tessera ai diffidati”
Claudio Galimberti, alias il Bocia, capo della tifoseria atalantina ammette che ieri sera gli è sfuggita la situazione di mano. Daniele Belotti assessore regionale e storico tifoso aveva mediato un incontro con il il ministro dell'Interno
“Mi è sfuggita di mano la situazione”, ha confidato stamani ad alcuni amici e compagni della curva nord atalantina il “Bocia”, all’anagrafe Claudio Galimberti, classe 1972, capo storico e indiscusso della tifoseria bergamasca. Un gruppo dei “suoi” ultras ieri sera ha scatenato il panico alla festa della Lega ad Alzano Lombardo dove erano andati in massa a protestare contro il ministro Roberto Maroni, ideatore della tessera del tifoso. “Maroni – ha spiegato ai pochi con cui stamani è riuscito a parlare prima di dover spegnere il telefonino e andare in questura – era pronto non solo a parlare con noi ma a dirci ciò che volevamo sentirci dire”. E cioè che anche chi ha scontato una diffida può tranquillamente prendere l’odiata tessera del tifoso. Altrimenti la curva sarebbe stata più che dimezzata.

Un soprannome, il bocia, usato nei cantieri edili del bergamasco per chiamare l’ultimo arrivato nella squadra, l’apprendista. E Galimberti era stato chiamato così proprio perché cominciò a frequentare la tifoseria da giovanissimo. Ma con gli anni il Bocia è diventata una sorta di leggenda in tutti gli stadi d’Italia. Alle tifoserie avversarie fa paura. Uno che con candida innocenza dice di considerare “l’avversario un nemico, vogliamo picchiarlo per fargli capire chi comanda”. E se ti stupisci, lui tenta educatamente di spiegarsi meglio. “Lo scontro è la nostra droga”. Lo rispettano da Palermo a Torino. “Noi siamo l’unica tifoseria senza gemellaggi”. Dice. “Tutti sono nemici”. Da Bari a Trento. Gli atalantini lo venerano, seguendolo come un messia. La tifoseria dell’Atalanta è considerata tra le più violente d’Italia (alla stregua di Lazio, Roma e Fiorentina) nonostante le piccole dimensioni della città orobica e le alterne fortune della squadra sui campi di calcio che da anni fa la spola tra la serie A e la B. I daspo (provvedimenti disciplinari che impongono il divieto di entrare allo stadio emessi a carico di chi si è reso responsabile di atti di violenza) da queste parti non si contano.

Così ieri sera un gruppo di 250 ultras è andato alla festa della Lega ad Alzano Lombardo per manifestare contro Roberto Maroni, ideatore della tessera del tifoso. E mentre il consigliere regionale del carroccio Daniele Belotti (bergamasco e tifoso atalantino, cresciuto insieme al Bocia in curva, che frequenta da quando ha 7 anni) stava organizzando un incontro del ministro con una rappresentanza dei tifosi, un gruppo di circa 70 ultras si è staccato dagli altri e ha scatenato il caos. Lancio di petardi, bottiglie, bombe carte, sassi contro chiunque. Anche nelle zone dove c’erano le famiglie. Il bollettino finale parla di quattro auto incendiate, due vigili finiti all’ospedale e un agente della Digos intossicato.

“Tutto è successo in un attimo, non mi sono accorto di niente – racconta Belotti – Io ci ho messo la faccia. Ho chiesto a Maroni di incontrare qualche tifoso, lui ha accettato e gliene va riconosciuto il merito; non so quanti ministri l’avrebbero fatto. Mentre aspettavamo che gli atalantini formassero la delegazione di 3-4 di loro è successo di tutto. Probabilmente un gruppo di loro era contrario ad incontrare Maroni e così si è staccata dagli altri e ha protestato in un modo assurdo”, dice Belotti. Che ora promette di non andare più in curva nord. “Ci sono cresciuto. Ho 42 anni e vado in curva da quando ne avevo 7. Ci ho scritto anche un libro sulla storia dell’amata curva atalantina. Ma basta, chiuso, stop. In 35 anni, girando tutta Italia in centinaia di trasferte, ne ho viste di tutti i colori. Ma assistere al lancio di bottiglie, bombe carte, sassi a una festa con donne e bambini, è troppo. Significa che non ci siamo più”. Fra l’altro, conferma Belotti, “Maroni gli avrebbe detto ciò che loro volevano sentirsi dire. E cioè che l’articolo 9 della tessera del tifoso non vieta di ottenerla a chi ha già scontato la diffida. Questo era il timore dei tifosi e Maroni li avrebbe rassicurati”.

Di sicuro adesso il gruppo dei 70 difficilmente potrà vedersi recapitare la tessera del tifoso. Alle una, lasciando la festa di Alzano, Maroni lo ha detto chiaramente: “Chi ha determinato quanto accaduto può scordarsi di entrare negli stadi per molto tempo. Saranno colpiti duramente”. La questura sta cercando di individuare i responsabili degli scontri. E il primo ad essere ascoltato è stato proprio il Bocia, l’apprendista capo. Ma al momento non sono stati ancora adottati provvedimenti.

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E' rimasto gravemente ferito da un' esplosione mentre stava preparando una bomba carta per lo stadio. E' l'ipotesi più accreditata dai carabinieri di Monterotondo, intervenuti nel pomeriggio di mercoledì presso un'abitazione di Ponzano Romano, dove si era verificata una forte deflagrazione. A dare l'allarme, gli abitanti del quartiere, spaventati per il forte boato.

Secondo i primi accertamenti dei militari, le cause dell'incidente sarebbero da attribuire al maneggio di materiale esplosivo da parte di un pregiudicato romano di 28 anni, tuttora ricoverato in ospedale e in attesa di essere sottoposto ad intervento chirurgico. Il giovane risulterebbe legato alle frange estreme della tifoseria giallorossa: in occasione di più trasferte, è stato controllato e sorpreso in compagnia di pregiudicati e di persone sottoposte a Daspo, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive.
Penso tra me e me

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Esplosione in casa, un ultrà è grave
"Stava preparando una bomba carta"


Il tifoso della Roma arrestato
è ora piantonato all’ospedale
CIVITA CASTELLANA (VITERBO)
Sarebbe legato agli ambienti ultrà della tifoseria della Roma e, probabilmente, stava preparando una bomba carta da portare allo stadio in occasione della prossima trasferta dei giallo-rossi, il giovane di 28 anni rimasto gravemente ferito l’altro ieri a causa di un’esplosione avvenuta nella sua abitazione di Ponzano Romano (Roma).

Ieri il giovane è stato arrestato per detenzione illegale di materiale esplodente ed è piantonato nell’ospedale Andossilla di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, in attesa di essere sottoposto a un intervento chirurgico. La deflagrazione gli ha dilaniato un braccio e, in un primo momento, i medici hanno temuto di doverglielo amputare. Rischio che ora sembra rientrato. I carabinieri di Monterotondo, competenti per territorio, sono intervenuti nell’abitazione del giovane dopo l’allarme dato dai vicini, spaventati dal forte boato.

I militari hanno accertato che l’incidente sarebbe da attribuire al maneggio di materiale esplosivo. Da qui l’arresto del giovane, che risulterebbe legato alle frange estreme della tifoseria giallo-rossa. In occasione di più trasferte, infatti, è stato sorpreso in compagnia di pregiudicati e persone sottoposte a Daspo. A gettare un’ombra inquietante sulla vicenda ha contribuito anche il fatto che il ventottenne è stato abbandonato davanti al pronto soccorso dell’ospedale, probabilmente da un amico che era in sua compagnia al momento dell’esplosione, che ha così evitato di essere identificato.

lastampa.it


AFAMMOKK !!!

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